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Ohi, me mì, cùsa ‘l vèt i mée öcc!

CRONACA - 27 07 2022 - Ezio (Méngu)

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/ristorante ai portici

Sabato 23 luglio 2022 ora 12, 05. Una frotta di turisti si è “assiepata “sotto l’unico alberello della “Piazza delle Stazioni”. I tavolini del bar presso l’edicola sono tutti occupati da “grandi bevitori “dato la calura del giorno. Dalla graziosa stazione del Trenino Rosso escono a getto alternato di mezz’ora colonne di turisti che con il naso all’insù, sembrano spaesati, poi si accomunano e si avviano sul viale ombroso verso il semaforo “delle lunghe attese pedonali ”  per attraversare lo stradone. La metà gruppo si dirige verso Madonna di Tirano. Alla loro guida c’è una signora che parla Deutsch e che sembra conoscere bene il nostro paese.  Io, quasi come un cagnolino, li seguo sul viale sud di Madonna di Tirano. I turisti sono fermi innanzi al Ristorante “Ai Portici“.    

 

Quel sito mi è sempre stato famigliare per la gentilezza e il saper accogliere migliaia di turisti di ogni nazionalità. Vorrei gridare “Giacumìn ‘ndua tàa sée?”.  Il “Ristorante ai Portici“ è stato chiuso per quasi due anni e ‘l mè spias . La sua vetrata scura proietta solo le ombre dei passanti sul viale, la mia e di quel gruppo di turisti. Come era bello vedere i pullman pieni di stranieri che si fermavano sullo stradone quel poco per “scaricare” innanzi al Ristorante le persone che prendevano posto nei tavolini sotto quel “ dehors “ . Spesso non bastava lo spazio e bisognava aggiungere altri tavoli a lato mentre “ ‘l Giacumìn “  e i suoi collaboratori, con fare regale, servivano i turisti che si trovavano a proprio agio. Sotto quel “ dehors “ ora vedo un auto nera con una altra bianca a muso . Quelle due auto riposano all’ombra di quel sito per me caro, e caro a molti tiranesi che dicevano “ ‘ndòo a mangià dal Giacumìn “ e si era intesi come su carta canta.

 

Maledetto e crudele Coronavirus , hai distrutto tante nostre antiche e belle realtà e ancora giochi a rimpiattino con noi. Il mio augurio è che quel “ dehors” riviva di voci , di allegria e di profumo dei nostri piatti tipici tiranesi tra i quali l’intramontabile chisciöl.

 

Ezio (Méngu)

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