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Dominazione dei Grigioni: Gli Statuti gli Estimi e la fiera di San Michele

CULTURA E SPETTACOLO - 14 04 2022 - Ivan Bormolini

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/Frontespizio degli Statuti di Valtellina
Frontespizio degli Statuti di Valtellina

Il primo periodo della dominazione dei Grigioni nelle nostre valli (1512-1620)  

(Terza parte di I. Bormolini) Dopo un primo periodo di controllo militare, il governo dei Grigioni aveva assunto per i nostri sudditi una politica che lasciava una certa autonomia.

Si era successivamente giunti alla stesura degli Statuti di Valtellina, questi erano stati scritti prima in latino nel 1531, rivisti poi nel 1541, redatti in italiano nel 1548, stampati e pubblicati a Poschiavo l'anno seguente.

Nell'immagine di copertina, riporto il frontespizio proprio dell'edizione del 1549 degli Statuti di Valtellina.

Nella prima parte di questa mia ricerca, parlando delle Eccelse Tre Leghe, avevo fatto un breve cenno sugli stemmi di queste, citando anche l'opera di Cipriano Valorsa “il Raffaello della Valtellina” sul campanile del nostro Santuario, opere perdute purtroppo nel tempo.

In copertina si notano da sinistra lo stemma della Lega Grigia, poi quello della Caddea e quello delle Lega delle Dieci Giurisdizioni.

In buona sostanza, gli Statuti erano comprensivi di un libro civile e di uno criminale e si riferivano alla valle nel suo insieme; ogni comunità minore si reggeva secondo i propri Statuti e ordini che erano di origine medievale.

Si deduce che il sistema instaurato dai Grigioni, non aveva per nulla portato alla fusione di diversi territori, al contrario favoriva il mantenimento e lo sviluppo della fisionomia di ognuno.  

Ma andiamo avanti, come appurato in prima istanza sembrerebbe che la sudditanza delle nostre genti, costituiva il prezzo da pagare per avere la pace e l'obiettivo sembrava essere stato raggiunto;

E' da citare anche la riforma degli Estimi, questa è da considerare uno dei provvedimenti più importanti adottati dall'amministrazione grigione nei primi anni di governo. La riforma documenta l'attenzione dei nuovi governati verso le risorse economiche dei loro territori.

L'iniziativa portata a termine nel 1531 per la Valtellina e per la Valchiavenna nei primi anni del XVII secolo, aveva portato a una scrupolosa rilevazione de descrizione dei beni di ogni singola comunità.

 

LA FIERA DI SAN MICHELE: Certamente i primi atti dei signori delle Eccelse Tre Leghe sono da valutare come positivi. Tra questi rientra anche la fiera di San Michele, era infatti il 1514, quando su richiesta di alcuni tiranesi, il vescovo di Coira e il Governo grigione concedevano di organizzare un grande mercato agricolo-commerciale.

La rassegna era ben presto divenuta la più importante della valle contribuendo in maniera decisiva a far divenire il borgo di Tirano il reale baricentro economico e sociale della valle, un epicentro di interessi tedeschi, svizzeri, milanesi, veneziani e tirolesi.

Bello sarebbe qui riportare tutta la storia di questa fiera di san Michele, molto interessanti erano per esempio le varie “grida” emanate dai podestà di turno, tutte atte a regolamentare lo svolgimento della manifestazione che durava molti giorni; alcune “grida”, per esempio, erano mirate a tutelare la sicurezza pubblica sia degli espositori che degli acquirenti.

Di sicuro per lo svolgimento di questa fiera non si poteva scegliere locazione migliore ovvero nelle immediate vicinanze del santuario della Beata Vergine Maria di Tirano. La chiesa già edificata nel 1513 contribuiva a dare grande risalto a Tirano anche dal punto di vista spirituale, ampia testimonianza di quest'ultimo fatto ci è data oltre che dalle ricerche storiche, anche dal Libro dei Miracoli.

 

Veniamo adesso ad analizzare con più particolari il profilo amministrativo-territoriale: veniva confermata la divisione in Terzieri e Contadi, Teglio era ancora autonoma. Sondrio diveniva capoluogo provinciale, era sede del governatore Retico, ma come detto Tirano andava divenendo il centro più importante.

Il Consiglio di Valle era composto da cinque membri, le autonomie comunali venivano rispettate, si stimolava l'opera di revisione degli Statuti della Valtellina e poi quelli dei vari centri.

Nella pratica, asserisce giustamente il professor Ennio Emanuele Galanga: “La riforma fu più un ammodernamento che la ridefinizione degli obblighi verso i nuovi padroni” .

In quel clima, apparentemente di quieta convivenza è sicuro che i Grigioni traevano vantaggi dal dominio del nostro territorio.

I primi riguardavano le somme importanti derivate da esenzioni fiscali e dazi poi, vista la crescita dei territori da un punto di vista economico, i rapporti commerciali con il Ducato milanese e la Serenissima erano largamente facilitati.

 

Adesso facciamo una piccola analisi riassuntiva: considerando tutti i fatti sino a qui da me marginalmente elencati, si potrebbe essere portati a capire che la parola pace, oppure il termine dominio, possono ad oggi essere intesi come una pacifica convivenza tra dominatori e sudditi.

Era andata davvero così?

 

Tra Statuti, Estimi, fiera di san Michele, si potrebbe pensarlo… Però quasi sin quasi dagli inizi dell'età Grigione nelle nostre valli si era andata innescando la questione religiosa e questa aveva condotto ad un inasprimento dei rapporti.

Il tema è molto ampio e richiede molta attenzione nell'affrontarlo. Dedicherò ampi spazi alla questione religiosa a partire dalla prossima puntata, anche per Tirano infatti vi sono molti aspetti degni ancora oggi di ampio approfondimento. L'appuntamento sarà con voi, il prossimo giovedì 21 aprile.

 

(Fine terza parte)

 

 

FONTI: SINTESI DI STORIA DELLA VALTELLINA MEDIO-ALTA. Autore Ennio Emanuele Galanga. Stampa: finito di stampare nell'agosto 1992 dalla Litografia Poletti in Villa di Tirano (Sondrio ). Dalle pag 48/49.

STORIA DI VALTELLINA E VALCHIAVENNA. Autori: Diego Benetti e Massimo Guidetti. Stampa: finito di stampare nel novembre 1998 da Polaris Sondrio. Dalle pag: 91,92,93.

Anche l'immagine di copertina è tratta dallo stesso testo a pag. 92.

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