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L'Hostatia granda e l'osteria piccola

CULTURA E SPETTACOLO - 28 09 2021 - Ivan Bormolini

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/IL PALAZZO SAN MICHELE
IL PALAZZO SAN MICHELE

(Di I. Bormolini) Oggi ricordiamo i 517 anni dall'Apparizione del 29 settembre 1504, per la città di Tirano e in particolar modo per la frazione di Madonna è anche il giorno di san Michele.

Ricordo che il santo in Basilica da tempi remoti, è secondo per venerazione solo alla Madonna di Tirano e come già scritto all'inizio di questo mese, molte e ricorrenti sono le opere d'arte all'interno e all'esterno del tempio che lo rappresentano.

Tuttavia, e bello citare che nell'odierno giorno, ricorrono i 507 anni della fondazione della storica fiera di san Michele; la rassegna fieristica chiesta da alcuni tiranesi e che si teneva nei giorni settembrini attorno al Santuario, veniva concessa nel giugno 1514, esattamente dopo il giorno 19, quando i commissari del vescovo di Coira e delle Tre Leghe, si riunivano nel luogo della fabbrica della chiesa, dando il benestare.

Di sicura e comprovata importanza per l'organizzazione della fiera era stato il palazzo san Michele chiamato Hostaria granda.

L’edificazione del tempio Mariano era stata accompagnata sin dai primissimi anni dalla costruzione del citato palazzo; questo per secoli era stato il punto di riferimento principale dei Grigioni in Valtellina, per i mercanti, per gli ufficiali delle Tre Leghe, per i fedeli devoti oppure, per i semplici viaggiatori di quelle epoche.

Già nel primo decennio del Cinquecento, l'edificio era in fase avanzata di costruzione, nel 1513 venivano poste in sito le colonne di delimitazione del porticato. In seguito, si registrava un’accelerazione dei lavori proprio in relazione alla concessione del privilegio di tenere una fiera sul piazzale della chiesa.

La quantità dei beni impiegati nell'esercizio e forniti agli avventori, oppure in altro modo ceduti presso la stessa, erano divenuti presto importanti tanto che i proventi dell’Hosteria, costituivano una fonte di entrata prevalente.

Sarebbe positivo analizzare a proposito di entrate, gli aspetti della gestione amministrativa del Santuario e delle attività connesse, tra le quali appunto l'Hosteria granda.

Minuziosa in tale contesto, è l'ampia ricerca dello storico tiranese Diego Zoia contenuta nel volume “Il Santuario della Madonna di Tirano” 1504-2004. Ubi steterunt pedes Mariae che vi invito a leggere.

Per avere l'idea del “giro economico” che ruotava attorno all' Hosteria granda, prendo spunto proprio dall'opera dello Zoia.

Nell'anno 1671, quando la gestione dell'attività era esercitata dagli amministratori del Santuario, erano stati utilizzati ben 520 ettolitri di vino, tra quello di propria produzione e quello acquistato. Quasi 90 i quintali di frumento, oltre 20 quelli di segale; circa 40 di biada ed altri grani. Si includevano inoltre per altre attività di allevamento strettamente connesse, 75 quintali di fieno o paglia.

In quell'anno si erano acquistati 42 vitelli, 168 castrati e capre, 23 capretti, 8 capponi, 5 maiali, 3 pecore, 7 capre, 11 pollastri, oltre a varia selvaggina ed ai capi di bestiame allevati direttamente.

Ed ancora, 450 quintali di legna, 9 quintali di formaggio, oltre a quello corrisposto dai fitti; circa 440 chilogrammi di burro e 120 litri di olio, oltre alla produzione diretta.

Non mancava il pesce nel peso di 240 chilogrammi, con prevalenza di trote, oltre alle spezie figuravano nuovamente: 176 pollastri, 45 galline, 175 piccioni, oltre a decine di capi di selvaggina e quasi un quintale di lumache.

Anche le uova erano molte, 4250; varia era la verdura in particolare verze per oltre quattro quintali e mezzo, si elencavano frutta, generi vari e cere; nell'ordine dei 470 chilogrammi era il sale, forse in parte trasferito a terzi.

Come afferma Diego Zoia, pur ammettendo un certo autoconsumo, le cifre erano importanti; il giro d' affari era aumentato nel Settecento quando l’Hosteria era gestita da privati, per poi diminuire in seguito.

Di rilievo particolare appare lo smercio di vino, per quasi un ettolitro e mezzo al giorno, anche se il dato si riferisce in parte al commercio all'ingrosso, anche si evince quanto l’Hosteria fosse frequentata e abbia definito un importante ruolo commerciale.

Nel ricordare i fasti storici di questo palazzo, riporto in copertina un'immagine dell'inizio del XX Secolo dell’Archivio fotografico Agresta.

Nel titolo di questo mio scritto ho citato anche l'osteria piccola. Come detto l' Hosteria granda era stata gestita dagli amministratori del Santuario o da privati, ma nell' amministrazione del tempio, figura anche quest'ultima osteria piccola.

Questa era a Tirano all'interno del palazzo Foppoli, dell'osteria ne ammiriamo ancora la piccola entrata in piazzetta Quadrio, è del tutto simile a quegli ingressi delle antiche botteghe del borgo di un tempo, delle quali, pur mal ridotte in alcuni tratti delle vie del centro storico ne possiamo cogliere l'originalità.

Il palazzo Foppoli veniva edificato verso la mtà del Cinquecento da Ludovico Quadrio, dottore in giurisprudenza e originario di Grosio.

Nel 1674 era passato nelle mani della famiglia Marchesi, questa nel 1703 aveva ceduto l'immobile con altre case, forse quelle attigue e le pertinenze alla chiesa della Beata Vergine.

I deputati del Santuario lo avevano dato in locazione e vi avevano aperto la citata osteria, sopra la piccola porta a “elle rovesciata” vi è incisa nella pietra la data 1760.

 

FONTI: IL SANTUARIO DELLA MADONNA DI TIRANO.1504-2004. UBI STETERUNT PEDES MARIAE. Alessandro Dominioni Editore. Stampa: Tipografia Bettini- Sondrio. Dal capitolo Il tesoro del tempio. La gestione amministrativa e le attività connesse. Autore Diego Zoia. Dalle pagine: 194,195, 196.

TIRANO.ILCENTRO STORICO. Storia arte architettura. Autore Gianluigi Garbellini. Stampa: Lito Polaris Sondrio. Dalle pagine 112 e 113.

 

Fotografie: Immagine di copertina: Il palazzo San Michele. Scansione dalla pagina 195, del volume Il Santuario della Madonna di Tirano. 1504-2004. Ubi steterunt pedes Mariae...

Foto Agresta inizio XX Secolo, archivio fotografico Agresta.

Immagini allegate: Carta intestata dell'Hotel San Michele. Tirano collezione privata. Scansione dal volume Il santuario della Madonna di Tirano. 1504-2004. Ubi steterunt pedes Mariae. Pag. 195.

La foto dell'osteria di palazzo Foppoli è di I. Bormolini.

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