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Partita IVA, quando aprirla e perché attivare un conto corrente business

ECONOMIA E POLITICA - 26 04 2021 - Redazione

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/Partita IVA

Quando arriva il momento di mettersi in proprio e seguire le personali aspirazioni in fatto di business e organizzazione del lavoro, senza dubbio l’apertura di una partita IVA è la scelta per eccellenza. Ci sono situazioni in cui si tratta di un passaggio obbligatorio, indispensabile al corretto svolgimento della propria mansione per non correre il rischio di sanzioni dal punto di vista fiscale. Altre invece in cui è possibile ricorrere a differenti strumenti, come la prestazione occasionale.

 

La necessità di aprire partita IVA si lega alla frequenza con cui ci si dedica alla propria attività. Tutto dipende quindi dal tipo di lavoro che si ha intenzione di svolgere. Sono obbligati ad avere la partita IVA i lavoratori che svolgono un’attività sia abituale che continuativa, mentre il lavoratore autonomo che presta servizi occasionali (sporadici e senza carattere di continuità) emetterà una semplice ricevuta con ritenuta d’acconto. Si può quindi lavorare senza la partita IVA ma solo se l’attività viene svolta in maniera saltuaria e senza alcun vincolo di subordinazione. L’attività si definisce occasionale nel caso in cui la prestazione non superi la durata di 30 giorni e il costo della prestazione stia al di sotto dei 5.000 euro.

 

Requisiti per l’apertura della partita IVA

 

L’apertura della partita IVA, come accennato, è un’operazione senza la quale molti lavoratori sarebbero impossibilitati a svolgere la loro attività. E’ uno strumento obbligatorio per quei professionisti che - iscritti o meno a un albo - esercitino le loro mansioni in modo continuativo e abituale attraverso un’impresa commerciale, artigiana, industriale o una ditta individuale.

 

Bisogna inoltre sapere che è possibile scegliere tra diversi regimi fiscali, quando si attiva la partita IVA. Si tratta del regime ordinario, forfettario e agevolato. In più, nell’ottica di ottimizzare i tempi tecnici e di monitorare in maniera stretta e costante i flussi di denaro, sarà utile aprire un conto corrente business come Qonto. Per i dettagli relativi all’offerta dell’istituto di pagamento online che supporta professionisti, start up e PMI è possibile consultare questo approfondimento: https://qonto.com/it/freelancers/conto-corrente-partita-iva. In tutti i casi, adesso offriremo alcuni spunti utili a comprendere i vantaggi di questo strumento.

 

L’obbligo di aprire un conto corrente business è previsto solo per le persone giuridiche, mentre non vige per i titolari di partita IVA. E’ chiaro che però operare mediante un conto distinto da quello personale sia una scelta molto più saggia. Soprattutto diventa possibile gestire in maniera molto più agevole la contabilità e i pagamenti tramite carte di debito sia virtuali che fisiche.

 

Quali documenti servono per aprire un conto business

 

Di solito per aprire un conto corrente business servono documenti diversi rispetto a quelli che vanno presentati per avviare la richiesta di attivazione di un conto corrente individuale. Si dovranno innanzitutto avere i dati da inserire nel conto e tutto ciò che riguarda l’attività di lavoro. A seconda del tipo di business possono essere  indispensabili il codice fiscale e la partita IVA, che viene rilasciata dall’Agenzia delle Entrate. Ad esempio con Qonto l’intera procedura può essere portata a termine online: il conto viene così aperto in pochi clic, risparmiando tempo prezioso. Per l’apertura di questo tipo di conti possono essere anche necessari documenti fiscali per i controlli ai fini dell’autorizzazione. Sia quelli fiscali che i documenti personali possono inoltre variare a seconda della specifica forma giuridica scelta per l’attività imprenditoriale.

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