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Buon Natale! Speriamo in bene!

CULTURA E SPETTACOLO - 23 12 2020 - Ivan Bormolini

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/LA PROIEZIONE SULLA FACCIATA DEL SANTUARIO
LA PROIEZIONE SULLA FACCIATA DEL SANTUARIO ( Foto di Rodolfo Mascioni )

(Di I. Bormolini) In questo Natale così diverso, così lontano dal modo di viverlo, di intenderlo e soggetto a molteplici restrizioni, desidero formulare i miei auguri.

L'anno scorso in questo periodo, non potevamo nemmeno lontanamente immaginare quanto sarebbe accaduto e che purtroppo si sta ancora manifestando. La tempesta Covid-19 non è ancora passata e questo rende ancor più complesso fare previsioni per il domani.

 

Nel proporvi questo augurio non vorrei apparire banale, oppure come uno scrittore dalle facili parole. La verità dei fatti e che dopo alcuni anni che partecipo attivamente alla vita redazionale di Intornotirano e dove come sempre in occasione delle festività, scrivo questo editoriale, mai come in questi giorni ho faticato a trovare le parole, così mi sono lasciato trascinare dai pensieri.

In una serata dell'ultimo fine settimana, ho osservato la nostra città vestita a festa, luci, alberi di Natale, addobbi e suggestive proiezioni. Qualcuno, per fortuna ben pochi, mi hanno detto che in un periodo così particolare, denso di problematiche e carico di insidie di varia natura, tutto poteva essere evitato.

 

Io credo invece che allestire la città per le feste, sia stato giusto ed in linea con una tradizione che si ripropone da tantissimi anni. Con la realizzazione di tutto questo, si vuole fare un augurio che possiamo leggere in tanti modi e che sicuramente, soprattutto in quest'epoca, allieta un momento dove i motivi di negatività, tristezza, solitudine e pessimismo sono tanti, comprensibili e giustificabili.

Saremo privati per esempio, di tante iniziative che negli anni passati ci vedevano uniti in vari appuntamenti conviviali e atti a scambiarci gli auguri in alcuni punti della città. Non poteva essere diversamente, ed allora guardando agli addobbi sia pubblici che privati, stringiamoci solo virtualmente la mano e abbracciamoci senza avvicinarci. Perchè è vero questo sarà un Natale diverso, ma non per questo dovrà essere privo dei suoi messaggi, che si tradurranno in un insieme di valori e in quel sentimento di speranza verso il tempo che verrà.

 

Nel mio piccolo giro per la città, il mio sguardo ha indugiato in particolare sul magnifico capolavoro proiettato, sulla maestosa facciata della nostra Basilica. In questo luogo sacro, tempio di fede, scrigno di arte, storia e cultura, dov'è venerata la Madonna di Tirano “Celeste patrona della Valtellina”, l'immagine della Vergine Maria e del Bambino Gesù, infondono un senso di pace e nei loro occhi si può cogliere proprio quel messaggio di speranza verso un futuro migliore. Un tempo finalmente privo di quelle minacce, inquietudini, privazioni umane e tribolazioni, che questo “nuovo male”, ha diffuso e sta diffondendo, nel nostro vivere una quotidianità scardinata anche solo da quella libertà che pensavamo fosse una conquista inviolabile, intoccabile e irrinunciabile.

 

In quest'anno, in questo particolare periodo storico, dove il Covid-19 si è rapidamente mutato da epidemia in pandemia, le nostre vite sono state messe in scacco, il virus ci ha privato di tanti cari e ha mutato le nostre consuetudini.

Le feste di Natale e l'arrivo della fine dell'anno, sono normalmente periodi in cui si fanno dei bilanci e si abbozzano previsioni o progetti per l'anno nuovo. Una frase che sento dire spesso in questi giorni con le poche persone che incontro è “speriamo in bene”. Credo che questo sia un detto o meglio una speranza, comune a molti che collima anche con la somministrazione del vaccino. Sono convinto che sia l'unica soluzione o arma, per farci uscire da una complicatissima situazione sanitaria e con strascichi economici di cui ne stiamo già subendo e pagando le conseguenze e che si rivelano incalcolabili sia a breve che a lungo termine.

 

Ecco dunque una piccola sequenza di auguri da parte mia che non è casuale ma che soprattutto nell'imminenza di questo Natale, è scritta col cuore, di getto e proprio nel segno di quel “speriamo in bene”.

Buon Natale ai lettori che anche in quest'anno hanno apprezzato le mie rubriche, i miei “Covieditoriali”, o le mie poche interviste e le iniziative che complice anche il lockdown, sono riuscito a ideare e curare come meritavano, non ultime “I racconti del Menico” e il ciclo di storie “Aspettando il Natale”. Grazie, anche per le tante riflessioni e critiche che avete postato sotto le mie pubblicazioni. Come sempre in ormai vent'anni di vita redazionale in tre testate locali, ho cercato di fare tesoro di ciò che è stato costruttivo, apprezzando anche il confronto e le opinioni diverse dalla mia.

Ma il mio buon Natale è riservato anche a tutto il personale sanitario, nessuno escluso che ha dato e sta fornendo il massimo per curare e salvare vite umane in quei reparti o ospedali Covid-19.

 

Buon Natale a tutti coloro che anche in questi giorni di pacata festa, sono stati colpiti dal virus e sono ricoverati oppure lo affrontano nelle loro abitazioni; buon Natale a chi soffre per altre patologie, in quest'anno si è parlato meno di questi pazienti e delle malattie di cui sono affetti, ma sono certo che pur nell'emergenza si è fatto di tutto per fornire loro risposte adeguate, nonostante le strutture sanitarie abbiano dovuto adeguarsi a tutto ciò che è derivato dal propagarsi della pandemia.

Buon Natale agli ospiti delle nostre Case di Riposo e a tutto il personale che sempre si prodiga per lenire loro quel senso di isolamento a cui i nostri nonnini sono soggetti.

Buon Natale a tutte quelle istituzioni locali, realtà associative e sociali, che in questo lungo periodo così difficile, non fanno mancare il loro prezioso e direi spesso indispensabile supporto, ai tanti e spesso nuovi bisogni di molte persone.

Buon Natale al mondo della scuola, ai dirigenti e ai docenti, capaci di ridisegnare rapidamente un nuovo modello di didattica che ancor oggi non sta facendo venir meno ai nostri studenti, il diritto allo studio, l'importanza e la vicinanza di questa grande istituzione ai nostri ragazzi.

 

Buon Natale ai tanti imprenditori, piccoli medi e grandi e ai loro dipendenti. Mantenere in vita un'azienda di qualsiasi genere è divenuto ancor più complesso, così come garantire il lavoro che è una dignità fondamentale. In questi lunghi ed incerti mesi, ho parlato con alcuni titolari di aziende locali. In loro regna la preoccupazione, ma vi è ancora tenacia nel non mollare, la stessa che avevo riscontrato in tante interviste fatte soprattutto durante la tremenda crisi economica partita alla fine del 2008. Buon Natale e in questo caso buon lavoro, sperando che sia supportato da adeguate misure e politiche attive che non rimangano solo sulla carta.

Ed infine buon Natale a tutti i tiranesi e non. Nei “Covieditoriali”, ho cercato di raccontare, magari ogni tanto con una punta di ironia, la nostra vita soprattutto durante il lockdown. E' vero qualche motivo di borbottio c'è stato, qualche critica pure e magari pronunciata da sotto una mascherina non correttamente indossata... Ma alla fine ci siamo e ci stiamo comportando bene, nel rispetto delle regole e questo non lo possiamo negare. Lo dobbiamo fare anche in queste feste, così diverse dove anche l'antico detto “Natale con i tuoi”, in tanti casi verrà meno con grandi sacrifici affettivi.

 

Speriamo che questo ulteriore sforzo serva a ripartire con maggiori certezze limitando drasticamente la curva del contagio. Certo è che le notizie che giungono sulla mutazione del Covid-19, non fanno stare tranquilli.

Buon Natale davvero a tutti e... Speriamo in bene!

 

Si ringrazia il Sig. Rodolfo Mascioni per la fotografia di copertina 

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