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Le gride, gli statuti comunali e la giustizia al tempo dei grigioni, tra il '600 ed il '700

CULTURA E SPETTACOLO - 24 01 2019 - Ivan Bormolini

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( Di I. Bormolini ) Il periodo tra il 600 ed il 700 anche per Tirano era stato politicamente abbastanza tranquillo.

Rispetto al secolo precedente, dove asprissime erano state le contese tra dominatori Grigioni e i valtellinesi, sia in campo politico che in campo religioso, i toni si erano affievoliti.

 

Certo, l'insurrezione del 19 luglio 1620, conosciuta come Sacro Macello, aveva profondamente mutato l'andamento della dominazione delle Tre Leghe, anche se, come è lecito pensare la loro presenza non era sicuramente ben accetta ed i rapporti tra dominatori e dominati non erano idilliaci.

Ma veniamo ora al tema centrale di questa ricerca partendo dalle “gride” : moltissima è voluminosa era la raccolta di gride, Stauti ed ordinaze che regolavano la vita quotidiana del nostro borgo in quei tempi lontani.

 

Il podestà di Tirano, che aveva autorità su tutto il Terziere Superiore di cui era commissario, non era certo restio nell'emanare gride, anzi ne sfornava a getto continuo e molteplici erano le motivazioni.

Queste però, da sole non erano sufficienti per il buon funzionamento di una comunità; esisteva infatti un gruppo permanente di leggi amministrative e giudiziarie che per Tirano erano catologate negli “Statuti della Magnifica Università di Tirano”.

Ai giorni nostri potremmo dire che le gride potrebbero essere paragonate a delle ordinaze su questo o su quel tema, mentre gli Stauti sono le leggi vigenti e permanenti.

 

Tornando alla storia negli Stauti erano contenute norme bene precise e relative sanzioni, inerenti alle prorietà, ai contratti, disposizioni sugli scambi di beni ed i commerci. Vi si trovavano regolamentazioni di ordine igenico e sanitario con particolare riferimento ai contagi.

Inoltre vi erano sancite ben precise normative inerenti all'uso dei pascoli, al taglio dei boschi, alla derivazione delle acque ed altro ancora inerente la vita civile e politica del borgo.

Citando gli Statuti, mi è impossibile non ricordare la pregevolissima opera dello storico tiranese William Marconi “ Aspetti di vita quotidiana a Tirano al tempo dei Grigioni ( 1512-1797).

 

In quel grande testo, l' autore tratta con dovizia di particolari i “Capitoli Novi della Magnifica Università di Tirano” confermati in Dieta nell'anno 1606 dall'Eccelso nostro Prencipe”.

Il testo completo, offre moltissimi spunti e consente di comprendere con estrema chiarezza come si viveva a Tirano in quei tempi nel doveroso rispetto di gride e Stauti.

Tornando brevemente alle gride, sarebbe bello approfondire quelle relative al mercato settimanale, oppure quelle inerenti alla storica fiera di San Michele. Interessante sarebbe analizzare quelle riguardanti il mantenimento del decoro urbano, il corretto funzionamento delle fontane tra cui lo storico buglio vecchio da tempo collacato in piazza Lantieri.

 

Leggendo in quell'italiano d'altri tempi alcune gride, soprattutto riguardanti il mantenimento comune del decoro urbano in tutte le sue parti, verrebbe da dire che queste andrebbero nuovamente applicate anche ai nostri tempi. Periodi in cui, dove forse abbastanza spesso ci si scorda che il mantenimento di ciò che è pubblico, non deve per forza essere di competenza del comune o di altri organi preposti, ma deve passare anche dal rispetto dei beni comuni e dal senso civico.

L'argomento principale è però la giustizia e in tal tema, sia gride che Stauti comunali erano di eccezionale severità.

L'amministrazione della giustizia, a seconda del reato commesso passava da pene definite più leggere sino a quelle davvero raccapriccianti.

 

Tra le prime si annoveravano gli “squassi o tratti di corda”: il colpevole veniva legato con una corda con le mani dietro la schiena e issato da terra con oppurtuni cavelletti.

Vi era poi la berlina, questa era posta in apposito luogo ben in vista da tutti i residenti in piazza del Pretorio ( piazza Cavour ).

Il colpevole veniva legato con la catena al collo e lasciato al pubblico dinniego dei passanti per il tempo determinato in fase di condanna.

Viene lecito pensare che tale condannato, macchiatosi di reati definiti minori, potesse essere schernito, deriso, oppure insultato di passanti, non certo una bella scena per la nostra bella e storica piazza Cavour.

 

Raccapriccianti erano poi le pene per chi bestemmiava in pubblico:

Colui che bestemmia per la prima volta sarà legato per il collo alla “Cadena pubblica”; per la seconda volta che sarà preso a bestemmiare sarà frustato e per la terza gli sarà tagliata la lingua.

Che altro aggiungere... A buon intenditor poche parole!

 

Ovviamente i Grigioni, essendo nostri dominatori, temevano congiure contro lo stato, questi tenevano molto al loro potere, per cui gli Stauti Criminali inerenti al tema, prevedevano pene atroci molto più che raccapriccianti.

La persona che ardisca a far cospirazione o congiurazione contro l' honore e il bene delle Eccelse Tre Leghe sia strassinato vivo alla corda di un cavallo fino al luogo della Giustizia e sia diviso primo per mezzo e poi in quattro parti, le quali parti ad ammaestramento degli altri siano lasciate al pubblico spettacolo”

Il monito era chiaro, direi molto chiaro...Guardate, osservate cosa succede a chi cospira contro di noi. Drammatiche, per usare un termine lieve devono essere state le scene di morte in quel luogo di Tirano ancor oggi famoso prorio con il nome “Giustizia”.

Infine per altri delitti ( falsari, ladri o violenti ) era previsto il taglio della mano destra e per i recidivi l'impiccagione.

 

La storia però ci dice, che quella giustizia amministrata dai dominatori Grigioni e nel nostro caso sentenziata a palazzo Pretorio, non era spesso equa. Alle già dure leggi, gli occupanti aggiungevano il loro durissimo arbitrio.

C'è però un qualcosa di artistico che ci parla della giustizia di quei tempi, ma di questo ve ne parlerò la prossima settimana nella rubrica dedicata all'arte tiranese.

 

Ivan Bormolini

 

FONTE: Tirano. Autore Monsignor Lino Varischetti. Finito di stampare il 29 settembre 1961 presso la Tipografia Bettini in Sondrio.

Per le immagini : La prima pagina dell'originale dei “Capitoli” . Tratta da: Aspetti di vita quotidiana a Tirano al tempo dei Grigioni ( 1512 – 1797 ). Autore William Marconi. Stampa Bonazzi Grafica Sondrio 1990.

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