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La festa della donna tra valori e problemi da risolvere

CRONACA - 08 03 2018 - Ivan Bormolini

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Oggi giovedì otto marzo si celebra in tutto il mondo La Giornata internazionale della donna, meglio conosciuta come la festa della donna.
Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei è stata introdotta a partire dal 1911, mentre in Italia la si festeggia dal 1922. 
Il senso di questa giornata è importantissimo, in quanto si ricordano le conquiste sociali, economiche, professionali e politiche che l'universo femminile ha saputo giustamente ottenere, passando per dure lotte per la parità di diritti e per vedersi rispettata la loro dignità.

 

Oggi come ieri, però, questa festa è anche un duro monito per denunciare le violenze ed i soprusi a cui molte donne in tutto il mondo sono soggette. 
A tal proposito è bene ricordare anche la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, nata il 17 dicembre 1999 e che si ricorda ogni anno il 25 novembre.
I valori che le donne hanno portato alla nostra civiltà sono notevoli e sono al pari senza dubbio a quelli dell'uomo. A mio modo di pensare, che credo sia comune a moltissimi, è che ciò le donne hanno conquistato nelle loro battaglie va ben oltre ad un valore aggiunto, ma per molti versi è stato determinante, direi fondamentale, nel lungo processo storico, economico e sociale che ci ha portato ai giorni nostri.
Pensiamoci bene, un tempo la donna non aveva nemmeno il diritto di voto, doveva lavorare duramente magari con assurdi compensi e badare alla famiglia, insomma era relegata a gravosi e non riconosciuti ruoli, dove anche il diritto di parola  era spesso negato.

 

Nel tempo le cose per fortuna sono molto migliorate: pensiamo a tutte coloro che per esempio in campo medico hanno studiato e fatto carriera in molti ambiti clinici; anni fa era impossibile trovare una donna in camera operatoria come chirurgo. Era impensabile vederla assumersi ruoli di grande valenza nel settore oncologico ed altro ancora.
Nelle scuole c'erano e ci sono le maestre e le professoresse, ma il ruolo di Dirigente, l'allora Direttore, era saldamente in mano agli uomini.
Val la pena ricordare come, non troppi anni fa, si sorrideva sotto i baffi quando le donne iniziavano a fare il loro determinato ingresso nei vari ambiti dell' Esercito Italiano e delle altre Forze dell'Ordine. Bene, queste donne, non solo oggi sono parte integrante di questi importanti ed a volte strategici settori, ma hanno assunto ruoli di comando al pari dei colleghi uomini.
Bello è vedere donne che dirigono aziende, che hanno fatto il loro ingresso nella Magistratura ed altri settori economici e sociali.
Che dire poi della politica, un tempo le donne erano mosche bianche, oggi invece dal comune sino al Parlamento sono e godono di ruoli di ampia responsabilità.

 

Val la pena, anzi è doveroso ricordare, per il loro insostituibile contributo umano e professionale, anche tutte quelle donne che magari non hanno fatto carriera, ma che, come casalinghe, commesse, operaie, madri di famiglia e altro svolgono nel quotidiano un lavoro silenzioso ed operoso, ma che sicuramente, senza dubbio alcuno, socialmente ha una straordinaria valenza.
Verrebbe da dire allora buona festa della donna, ma i problemi da risolvere nell'universo femminile sono ancora moltissimi.
Dico a chiare lettere che non è pensabile che in una civiltà che si definisce moderna ed aperta, ormai con cadenza giornaliera vediamo soccombere donne che pagano con la vita, l'ira ingiustificata dell'uomo, il quale in molti casi e nella sua assurda ignoranza, non è ancora compreso che il ruolo di padre e marito padrone è finito da molto.

Non è sopportabile sentire di mariti che relegano in casa le proprie mogli usando su di loro una sempre ingiustificata violenza verbale e soprattutto fisica. Ed ancora, è assurdo sentire notizie di padri, che dovrebbero amare le proprie figlie, prometterle in spose a qualcuno dietro un compenso di davvero pochi denari. Questa violenza, badate bene, non è riconducibile solo a paesi che si definiscono ancora non avanzati, ma sono fatti che succedono anche nella nostra Italia, dove queste notizie vengono a galla e fanno riflettere con amarezza.

 

Che dire poi delle così dette schiave del sesso, abbindolate dai loro sfruttatori con una promessa di lavoro e poi costrette a prostituirsi per le strade italiane. Una dura condanna a chi compie questi ignobili atti di schiavitù ed anche a chi si presta a questo amaro commercio per soddisfare le proprie voglie. E poi gli esempi di gravi problemi relativi alle donne sono certamente maggiori di quelli sin qui elencati.
Da un lato esiste e per fortuna, un universo femminile che è parte fondamentale del vivere quotidiano, mentre dall'altro e purtroppo vi è un'ampia fetta di questo mondo che purtroppo ancora deve soccombere, soffrire ed essere vittima. L'augurio è che questa sorta di Via Crucis delle donne, che conta ben più delle tradizionali Stazioni enunciate nelle Sacre Scritture, nel volgere del tempo si interrompa. Sarà possibile? Sarà un' utopia? Mi auguro di no!
Auguri a tutte le donne!

 

Ivan Bormolini

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