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Il 'Gaudì di Grosio' sotto accusa si sente in regola

CRONACA - 29 05 2023 - Guido Monti

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/giardino roccioso Grosio
Foto di Maristella Fumagalli su Google Maps

E' destinato a suscitare discussioni e polemiche l'articolo apparso su un settimanale locale, dapprima nell'edizione online e poi in quella cartacea, dove sono riportate critiche non tante velate nei confronti sia di Nicola Di Cesare, conosciuto come il 'Gaudì di Grosio, che dell'amministrazione comunale grosina.

 

Il dito è puntato contro la libertà incondizionata accordata nel corso degli anni all'ingegnoso autore del castello incantato, costruito con le sue mani lungo la parte rocciosa di fianco alla propria abitazione. La meraviglia è diventata meta di numerosi curiosi che vengono ad ammirarla gratuitamente con offerta libera. Nel servizio si afferma che da qui in avanti la gestione dell'opera sarà difficoltosa, in quanto il sempre più notevole afflusso di visitatori oltre a problemi di sicurezza ne creerebbe altri d'ordine logistico relativi ai parcheggio dei mezzi privati o pubblici utilizzati dai turisti. Interpellato al riguardo Di Cesare non ha fatto una piega e, pur consapevole che la sua opera sia disprezzata da qualche detrattore, si dice tranquillo e al di sopra di ogni contestazione.

 

Non a caso ha apposto un cartello all'ingresso del suo castello in cui declina ogni responsabilità circa l'incolumità personale dei visitatori e comunque rifiuta di imporre alcun ticket obbligatorio non ritenendolo necessario. Rigetta pertanto l'ipotesi ventilata nell'articolo da un potenziale candidato sindaco di Grosio che vorrebbe regolamentare l'accesso al pubblico per evitare possibili ricorsi giudiziari, anche se è pur vero che non si sono mai verificati incidenti in tanti anni di visite al maniero delle meraviglie.

 

Il Comune non può avere voce in capitolo semplicemente perché la struttura è privata, senza considerare che è diventata un'attrattiva vantaggiosa per la comunità grosina, andata ad aggiungersi ad altre (il castello e la villa Visconti Venosta, le incisioni rupestri, e via elencando). Quindi l'unico ostacolo che si frappone tra Di Cesare e la sua intenzione di ultimare l'opera non ancora terminata è la Mercedes, come lui la chiama, ovvero il carro funebre che in caso di suo decesso porrebbe termine al suo proposito. Lunga vita a Nicola e bando alle ciance, allora.    

 

Guido Monti

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