La Provincia di Sondrio "bancomat" di Roma: la denuncia di Patto per il Nord
ECONOMIA E POLITICA - 02 04 2025 - Redazione
La Provincia di Sondrio si trova a dover versare il 52% delle sue entrate libere nelle casse dello Stato centrale. Una situazione che l’associazione politico-culturale “Patto per il Nord” definisce una vera e propria “tirannia fiscale”, denunciando il pesante squilibrio tra quanto il territorio contribuisce e quanto riceve in cambio. Secondo i dati del bilancio provinciale, su un totale di 20,5 milioni di euro di entrate libere, ben 11 milioni devono essere trasferiti a Roma. In cambio, lo Stato restituisce appena 5,4 milioni di euro sotto forma di trasferimenti. Il presidente della Provincia, Davide Menegola, ha già sollevato la questione, evidenziando come la legge nazionale riconosca la specificità montana del territorio, ma senza applicarla in maniera coerente alla distribuzione delle risorse economiche. L’associazione “Patto per il Nord”, nata dalle ceneri della Lega Nord e che in provincia di Sondrio ha il suo punto di riferimento in Jonny Crosio, non usa mezzi termini: «Per un momento ho pensato si trattasse di un pesce d’aprile - dichiara Crosio - e invece è la triste realtà. La Provincia di Sondrio, interamente montana, è costretta a cedere più della metà delle sue risorse a Roma, mentre i nostri amministratori locali devono compiere vere e proprie acrobazie di bilancio per garantire i servizi essenziali ai cittadini». Ma Crosio attacca anche la Lega di Matteo Salvini, accusandola di voltare le spalle ai territori del Nord: «Dovrebbe tutelare i cittadini del Nord, ma invece se ne sta silente, probabilmente perché anche questi 11 milioni di euro finiranno a finanziare il Ponte sullo Stretto, priorità nell’agenda politica di Salvini». Il riferimento è chiaro: ancora una volta, secondo l’associazione, le regioni considerate virtuose vengono penalizzate per finanziare opere e progetti lontani dal territorio. Non è la prima volta che “Patto per il Nord” solleva la questione del federalismo fiscale e dell’impoverimento sistematico del territorio. «La nostra battaglia continua – conclude Crosio – perché il residuo fiscale del Nord continua a essere drenato da uno Stato oppressivo che ci considera solo una cassa da cui attingere fondi. A Roma la risposta è sempre la stessa: “Paga e taci, somaro lombardo”».
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