L’idromele valtellinese di Alessandro Olcelli conquista la Mead Madness Cup in Polonia
ECONOMIA E POLITICA - 03 04 2025 - Redazione
Un successo straordinario per la Valtellina alla Mead Madness Cup, la prestigiosa competizione internazionale dedicata all’idromele che si è tenuta in Polonia. L’azienda agricola di Alessandro Olcelli, giovane produttore di miele di 32 anni, ha conquistato ben tre medaglie con le sue creazioni, imponendosi tra 857 idromeli provenienti da 32 Paesi e giudicati da 92 esperti di 24 nazioni. L’azienda, attiva da soli quattro anni, ha puntato con decisione sulla produzione di idromele, la più antica bevanda fermentata al mondo ottenuta dalla combinazione di miele e acqua. La scelta si è rivelata vincente: il suo Idromele Millefiori Dry (13% alc.) ha ottenuto la medaglia d’oro, l’Idromele Castagno Dry (12% alc.) l’argento, e l’Idromele Tiglio Demi-Sec (13% alc.) il bronzo nelle rispettive categorie. Un idromele innovativo e raffinato Il Millefiori Dry, in particolare, ha colpito la giuria per la sua lavorazione a freddo, un processo che permette di conservare al massimo le proprietà del miele, ricco di sali minerali, calcio e magnesio, oltre ad avere effetti antinfiammatori e antibiotici. Il risultato è un idromele limpido, dal colore giallo dorato, con profumi floreali estivi e un gusto equilibrato, dolce ma mai invadente. «Abbiamo iniziato la produzione di idromele solo un anno e mezzo fa – racconta Olcelli – e i risultati sono arrivati subito. Il nostro obiettivo era eliminare i difetti più comuni, come il retrogusto di miele fermentato o il sentore di lievito. Il Millefiori Dry, per esempio, ha un profilo aromatico pulito ed elegante, tanto da ricordare un vino passito». L’idromele: un ritorno alla tradizione con uno sguardo al futuro Conosciuto come “la bevanda degli dei”, l’idromele ha origini antichissime: era già consumato da Egizi, Vichinghi e Celti. A differenza dei Paesi nordici, dove ha sostituito il vino per secoli, in Italia è ancora poco diffuso. Tuttavia, grazie a produttori come Olcelli, sta vivendo una nuova primavera, coniugando tradizione e innovazione. Coldiretti Sondrio ha elogiato il risultato, sottolineando il valore dell’eccellenza valtellinese: «Queste medaglie dimostrano che la nostra terra non è solo patria di grandi vini, ma anche di prodotti apicoli innovativi. Alessandro incarna lo spirito dei giovani agricoltori che, con passione e competenza, valorizzano il territorio» ha dichiarato il presidente Sandro Bambini. Guardando al futuro, Olcelli punta a diffondere la cultura dell’idromele in Italia, esaltandone la versatilità in abbinamento con formaggi, dessert e persino cocktail. «Vogliamo sfatare il mito che sia una bevanda solo medievale – conclude – e farne scoprire la modernità e l’eleganza».
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