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Storia di un Menhir

CULTURA E SPETTACOLO - 26 01 2024 - Bernardo Gabriele Ferrari

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Chiesetta di S.Fortunato, restaurata a regola d' arte

Il Comune di Villa di Tirano possiede una oasi meravigliosa di pace e serenità con la torbiera di Pian di Gembro.

Non si vive di solo pane, ma anche di bellezza, e per i fedeli cristiani, di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

In attesa che " qualcuno " ci offra un battesimo dell' aria con mongolfiera vincolata sopra tale oasi, voglio raccontarvi una storia interessante che quasi nessuno conosce.

Nella foto potete notare un gigantesco MENHIR ( pietra eretta ) inglobato come altare nella chiesetta di S.Fortunato in fondo alla torbiera che domina la Valtellina e la Valposchiavo.

Ebbene due vite fa avevo segnalato lo stato di degrado e incuria di tale luogo e invitando al restauro.

Ho scritto un lungo articolo sul settimanale IL TIRANESE diretto da Giancarlo Berandi.

Ne era seguita una precisazione del maestro Bruno Ciapponi Landi, direttore del Museo Etnografico Tiranese, che con fotografie dimostrava che tale " pietra " non era nata lì, ma era stata trasportata da una Compagnia degli Alpini, dopo averla disotterrata dalla torbiera.

Un gran lavoro con cavalli, muli, tronchi perchè era vicina alla strada per Trivigno.

Un bel trasloco per questo masso gigantesco, sagomato e inciso.

Ho dovuto replicare che anche gli obelischi egiziani di Parigi, di Roma , sono stati trasportati in Europa, ma non per questo non erano autentici.

( Nel fumetto Asterix il Gallico, Obelix trova il suo Menhir coricato e poi lo scolpisce )

Avevo poi portato, 33 anni fa, il Prof. EMMANUEL ANATI, direttore del Centro Studi Preistorici di Capo di Ponte ( BS ) a vederlo.

Tale studioso di fama internazionale ci aveva confermato una scoperta fatta dal G.A.T. Gruppo Archeologico Tiranese, sul dosso di Caven a Tresenda, per le incisioni scutiformi.

La Domenica del Corriere ci aveva dedicato 2 pagine.

Al museo di Palazzo Besta a Teglio le potete vedere comodamente sui pannelli esplicativi.

Successivamente avevo portato il Prof. Davide Pace, scopritore della Rupe Magna di Grosio e infine il Prof. Ausilio Priuli che ha un museo dove ci sono i Massi di Cemmo e che a Boario ha costruito un villaggio preistorico per rivivere nel passato.

Non dimentichiamoci che le incisioni rupestri della Valle Camonica, con la magnifica Roccia di NAQUANE, è stato il primo sito italiano a ottenere il riconoscimento UNESCO quale bene PATRIMONIO DELL' UMANITÀ nel 1979 !

Cosa dire di più ?

Mettete gli scarponcini e fate una sana camminata e ...ANDATE A PREGARE COME DRUIDI O COME CRISTIANI , fate voi.

 

" il cittadino tiranese "

Bernardo Gabriele Ferrari

             G.A.T.

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