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Sanità in Provincia di Sondrio: Cresce la preoccupazione per i servizi pubblici

CRONACA - 01 04 2025 - Redazione

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Le recenti decisioni prese dalla nuova direzione dell’Asst Valtellina e Alto Lario stanno sollevando forti preoccupazioni tra cittadini e sindacati. La CGIL, in un comunicato diffuso ieri, denuncia una serie di misure che, invece di potenziare il servizio sanitario pubblico, rischiano di impoverirlo ulteriormente.

 

Tra i provvedimenti più contestati vi è il trasferimento dei servizi di fisioterapia da Tirano a Sondalo. Secondo il sindacato, questa scelta penalizza soprattutto le fasce più fragili della popolazione, costringendo molti utenti a spostamenti più lunghi e complicati per accedere alle cure riabilitative. La ristrutturazione dei locali, che sarebbe alla base di questa decisione, non giustifica – secondo la CGIL – un trasferimento che mette in difficoltà chi necessita di trattamenti continuativi e accessibili.

 

La preoccupazione si estende anche al presidio sanitario di Sondrio, dove l’afflusso di pazienti in seguito alla sospensione del servizio su Tirano sta già causando un sovraccarico del sistema. Le liste d’attesa, già lunghe, rischiano di allungarsi ulteriormente, spingendo sempre più cittadini a rivolgersi alla sanità privata, con evidenti disparità tra chi può permetterselo e chi no.

 

Un’altra decisione che sta facendo discutere è lo spostamento degli interventi di senologia dall’Ospedale Morelli di Sondalo a Sondrio. Il trasferimento, che viene presentato come una razionalizzazione del servizio, rappresenta per la CGIL un ulteriore segnale di depotenziamento della sanità pubblica provinciale. Il presidio Morelli, storicamente punto di riferimento per molte specialità, rischia di perdere ulteriormente la sua centralità.

 

Il sindacato critica inoltre la narrazione della Regione Lombardia, che continua a dichiarare un rafforzamento della sanità pubblica attraverso i fondi del PNRR. Secondo la CGIL, la realtà è ben diversa: invece di un potenziamento, si assiste a tagli e spostamenti che rendono i servizi meno accessibili, in particolare nelle aree periferiche.

 

La situazione resta tesa, e la CGIL annuncia che continuerà a monitorare gli sviluppi, chiedendo maggiore trasparenza e coinvolgimento nelle scelte che riguardano la salute dei cittadini della provincia di Sondrio.

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